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Vini

Frusinate IGP Fatìa Palazzo Tronconi 2024

Tipologia Bianco
Regione Lazio
Prezzo € 18,00

Il Frusinate IGP Fatìa 2024 è un vino bianco biodinamico della tenuta agricola Palazzo Tronconi, vitigno Maturano, coltivato ad Arce in provincia di Frosinone.

  • Gradazione alcolica: 13%
  • Vitigno: Maturano

Biodinamico: che significa?

Un vino biodinamico nasce da un modo di coltivare la vite che considera la vigna come un organismo vivo, in equilibrio con il suolo, le stagioni e l’ambiente circostante. In cantina e in campo si cerca di ridurre al minimo gli interventi esterni, privilegiando pratiche agricole rispettose della fertilità naturale del terreno, della biodiversità e dei cicli lunari e cosmici. Il risultato non è uno stile unico di vino, ma un approccio produttivo: un vino biodinamico cerca di esprimere con maggiore autenticità il carattere del vitigno, dell’annata e del territorio da cui proviene.

Maturano, vitigno della Val di Comino

Il Maturano è un antico vitigno autoctono a bacca bianca, originario della Val di Comino, nel Lazio meridionale. Di recente riscoperta, è oggi coltivato da un numero limitato di produttori e dà vini bianchi dal profilo espressivo e territoriale: colore giallo paglierino con riflessi dorati, profumi di frutta matura e tropicale, una buona struttura al palato e una freschezza sostenuta da sapidità e note minerali. È un’uva capace di unire carattere e finezza, raccontando una parte meno nota ma molto interessante della tradizione viticola laziale.

Tenuta agricola Palazzo Tronconi

Palazzo Tronconi è un’azienda agricola biodinamica di Arce, nel cuore della Ciociaria, nata con l’obiettivo di recuperare e valorizzare gli antichi vitigni del territorio. Nei suoi vigneti vengono coltivate varietà autoctone come Maturano bianco, Pampanaro, Capolongo, Lecinaro e Ulivello nero, accanto a Malvasia Puntinata, Moscato di Terracina e Syrah, seguendo i principi dell’agricoltura biodinamica. In cantina, il lavoro prosegue con fermentazioni spontanee e affinamenti in cemento, anfore di terracotta, rovere o acacia, senza chiarifica né filtrazione. Il risultato è una produzione fortemente identitaria, legata alla tradizione viticola della Ciociaria e alla volontà di restituire nei vini il carattere autentico dei vigneti arcesi.

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