Aglianico del Vulture DOC, anno 2022, della Casa vinicola D’Angelo. Prodotto da uve Aglianico e invecchiato in botti di rovere, con gradazione alcolica al 13,5%.
Aglianico del Vulture
L’Aglianico del Vulture è uno dei grandi rossi della Basilicata, prodotto nell’area del Vulture, in provincia di Potenza, su terreni collinari di origine prevalentemente vulcanica. Nasce da uve Aglianico, un vitigno tardivo e di forte personalità, capace di dare vini profondi, tannici, sapidi e longevi.
Nel calice mostra spesso un colore rubino intenso, che con l’evoluzione tende al granato, e un profilo aromatico fatto di frutti scuri, spezie, note terrose e accenni balsamici. È un vino gastronomico, strutturato ma non pesante, ideale con carni arrosto, brasati, selvaggina, formaggi stagionati e piatti saporiti della cucina del Sud.
La sua forza sta proprio nell’equilibrio tra calore mediterraneo, trama minerale e tensione acida, eredità di un territorio vulcanico severo e riconoscibile.
Aglianico, il vitigno
Il vitigno Aglianico è una delle uve rosse più importanti dell’Italia meridionale, capace di esprimere vini profondi, strutturati e longevi. È un’uva dalla maturazione tardiva, con buccia ricca di sostanze coloranti e tannini, che richiede tempo, sole e forti escursioni termiche per raggiungere piena armonia.
Nel territorio del Vulture, l’Aglianico trova una delle sue espressioni più riconoscibili: il suolo vulcanico, l’altitudine e il clima dell’entroterra lucano contribuiscono a dare vini intensi ma tesi, con profumi di frutti neri, spezie, erbe mediterranee e note minerali. È un’uva esigente, non immediata, ma proprio per questo capace di restituire nel bicchiere tutta la complessità del luogo in cui nasce.
I vini della Basilicata
Oltre all’Aglianico del Vulture, la Basilicata custodisce una produzione vinicola meno nota ma molto interessante, legata a territori diversi e a piccoli areali di forte identità. Tra le denominazioni da conoscere ci sono il Terre dell’Alta Val d’Agri DOC, dove accanto a vitigni internazionali come Merlot e Cabernet Sauvignon si trovano vini rossi strutturati e di montagna, e il Matera DOC, più articolato, con rossi, bianchi, rosati e spumanti che raccontano il versante orientale della regione.
Accanto alle DOC, esistono molte produzioni IGT che valorizzano uve locali e interpretazioni più libere, spesso nate da vigneti collinari, suoli calcarei o argillosi e microclimi molto diversi tra loro. È una Basilicata del vino ancora raccolta, poco esposta, ma proprio per questo capace di offrire bottiglie autentiche, gastronomiche e profondamente territoriali.


